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Carene per Imbarcazioni - Rinforzo strutturale carena in vetroresina per spiaggiamento frequente

Le imbarcazioni da diporto che praticano lo spiaggiamento frequente — l'atto di portare la barca direttamente sulla spiaggia — sottopongono la carena a un'abrasione meccanica che le carene in vetroresina standard non sono progettate per sopportare. La cuspide, ovvero la parte inferiore della prua, e la zona dell'elica di prua sono le aree più critiche, dove il contatto con sabbia, ghiaia e fondali bassi provoca danni progressivi alla vetroresina. Da.MA Coating ha realizzato il rinforzo strutturale della carena in vetroresina con focus sulla protezione della cuspide e dell'elica di prua, consentendo al proprietario di praticare lo spiaggiamento frequente senza compromettere l'integrità della carena.

Il danno da spiaggiamento sulle carene in vetroresina

Lo spiaggiamento è una pratica diffusa tra i diportisti, specialmente nel Mediterraneo dove numerose spiagge e calette sono raggiungibili solo via mare. Portare la barca direttamente sulla spiaggia consente di accedere a luoghi altrimenti inaccessibili senza la necessità di un porto o di un pontile. Tuttavia, ogni spiaggiamento sottopone la carena al contatto diretto con il fondale: sabbia, ghiaia, ciottoli e rocce abradono la superficie della vetroresina con un'azione meccanica che, ripetuta decine o centinaia di volte in una stagione, produce danni cumulativi significativi.

La vetroresina è un materiale composito costituito da fibre di vetro inglobate in una matrice di resina poliestere o vinilestere. Lo strato esterno della carena, il gelcoat, è una resina pura che fornisce la finitura estetica e la prima barriera contro l'acqua. Il gelcoat ha uno spessore tipico inferiore al millimetro e un'abrasione anche moderata può rimuoverlo localmente, esponendo il laminato sottostante. Una volta esposto, il laminato in vetroresina assorbe acqua per capillarità attraverso le fibre di vetro sezionate, innescando un processo di degrado noto come osmosi che si propaga all'interno della struttura compromettendone le proprietà meccaniche.

Le zone critiche: cuspide e area elica di prua

La cuspide — il punto più basso e avanzato della prua — è la prima parte della carena a toccare il fondale durante lo spiaggiamento e l'ultima a lasciarlo durante la partenza. Ogni contatto produce un'abrasione concentrata su una superficie ridotta, con una pressione specifica elevata che accelera l'usura del gelcoat e del laminato sottostante. In imbarcazioni che praticano lo spiaggiamento frequente, la cuspide può mostrare segni evidenti di usura dopo una singola stagione, con il gelcoat completamente rimosso e le fibre di vetro del laminato visibili e tagliate.

La protezione dell'area dell'elica di prua è particolarmente critica poiché un danno alla vetroresina in questa zona può compromettere la tenuta dello scafo e la funzionalità dell'impianto di manovra. L'elica di prua, comunemente nota come bow thruster, è un propulsore trasversale installato in un tunnel che attraversa la prua sotto la linea di galleggiamento. La zona circostante il tunnel è soggetta a sollecitazioni meccaniche durante lo spiaggiamento e un danno strutturale alla vetroresina in questo punto può causare infiltrazioni d'acqua con conseguenze potenzialmente gravi per la sicurezza dell'imbarcazione.

L'applicazione del rivestimento protettivo in ambiente marino

Le zone più esposte della carena sono state rivestite con poliurea ad alta resistenza all'abrasione, creando uno strato protettivo che assorbe l'attrito con il fondale durante lo spiaggiamento. Il rivestimento in poliurea, grazie alla sua elasticità e resistenza all'abrasione, funge da strato sacrificale protettivo che preserva la vetroresina sottostante dall'usura meccanica.

La preparazione della superficie in vetroresina è stata eseguita con carteggiatura meccanica calibrata per creare il profilo di rugosità necessario all'adesione della poliurea senza danneggiare il laminato strutturale sottostante. Il primer specifico per substrati in composito garantisce l'adesione chimica del coating elastomerico alla matrice polimerica della vetroresina, creando un legame che resiste alle sollecitazioni meccaniche e all'esposizione continua all'ambiente marino.

Il rivestimento in poliurea è intrinsecamente resistente all'acqua di mare, ai raggi UV e alla crescita biologica, proprietà essenziali per un componente permanentemente immerso o a contatto con l'ambiente marino. La resistenza all'acqua salata garantisce che il coating non si degradi nell'ambiente corrosivo marino, mentre la resistenza UV protegge le porzioni esposte alla luce solare durante i periodi in cui l'imbarcazione è fuori dall'acqua.

Compatibilità con le operazioni di manutenzione nautica

Il rivestimento in poliurea applicato sulla carena è compatibile con le normali operazioni di manutenzione nautica: lavaggio con idropulitrice, applicazione di antivegetativa sulle zone non trattate, alaggio e varo con invaso o carrello, e stazionamento a terra durante il rimessaggio invernale. La superficie del coating consente l'applicazione di pitture antivegetative qualora il proprietario desideri estendere la protezione contro la crescita biologica anche alle zone rivestite, garantendo la compatibilità con i sistemi di protezione tradizionali dello scafo.

Risultati e libertà operativa per il diportista

L'imbarcazione è stata dotata di una protezione che consente lo spiaggiamento frequente senza danni alla carena, estendendone la vita utile e riducendo i costi di manutenzione dello scafo. La soluzione è applicabile a qualsiasi imbarcazione da diporto il cui proprietario desideri la libertà di spiaggiare senza preoccupazioni.

Il costo dell'intervento di rivestimento protettivo si confronta favorevolmente con i costi di riparazione della vetroresina danneggiata: il rifacimento del gelcoat e la riparazione del laminato su una carena abrasa dallo spiaggiamento richiedono lavorazioni specializzate con costi elevati e tempi di fermo dell'imbarcazione che possono sottrarre settimane alla stagione di navigazione. Il rivestimento preventivo in poliurea elimina il problema alla radice, proteggendo la carena prima che il danno si verifichi e garantendo al diportista la tranquillità di poter spiaggiare in qualsiasi condizione di fondale senza preoccuparsi per l'integrità dello scafo.

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Domande frequenti su poliurea e poliuretano

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