
La domanda è tra le più ricorrenti nel mondo dell'immobiliare industriale e genera contenziosi che si trascinano per mesi, a volte per anni, mentre l'acqua continua a entrare e i danni si accumulano. Quando un capannone in locazione presenta infiltrazioni dalla copertura, chi deve farsi carico della riparazione? Il proprietario che ha concesso l'immobile in affitto o il conduttore che lo utilizza quotidianamente? La risposta, come vedremo, dipende dalla natura dell'intervento necessario, da ciò che stabilisce il contratto e da una serie di principi giuridici che vale la pena conoscere a fondo, sia che tu sia un property manager, un proprietario di immobili strumentali o un imprenditore che opera in un capannone in affitto.
Il punto di partenza è il Codice Civile italiano, che disciplina la locazione agli articoli 1571 e seguenti. Due norme in particolare risultano centrali per il tema che ci interessa.
L'articolo 1575 stabilisce che il locatore è obbligato a consegnare la cosa in buono stato di manutenzione, a mantenerla in stato da servire all'uso convenuto e a garantire il pacifico godimento durante la locazione. Questo significa che il proprietario ha un obbligo attivo e continuativo di mantenere l'immobile funzionale allo scopo per cui è stato affittato. Se il capannone è stato locato per uso produttivo o logistico, la copertura deve essere in grado di proteggere adeguatamente le attività che vi si svolgono.
L'articolo 1576 introduce la distinzione fondamentale tra riparazioni straordinarie e piccola manutenzione. Le riparazioni straordinarie sono a carico del locatore, mentre la piccola manutenzione spetta al conduttore. Questa distinzione, apparentemente chiara, è in realtà la principale fonte di conflitto tra le parti, perché il confine tra le due categorie non è sempre netto.
La giurisprudenza ha elaborato nel tempo criteri abbastanza consolidati per distinguere i due tipi di intervento, anche se ogni caso va valutato nelle sue specificità.
Rientrano nella manutenzione ordinaria, e quindi sono a carico del conduttore, gli interventi di modesta entità che servono a rimediare al deterioramento prodotto dall'uso quotidiano. Nel contesto delle coperture industriali, questo può includere la pulizia periodica dei canali di gronda, la rimozione di foglie e detriti dai pluviali, la sostituzione di una tegola o di un coprigiuntosingolarmente danneggiato, o il ripristino di piccoli tratti di sigillante nei giunti. Si tratta di operazioni di costo contenuto e di natura ripetitiva, finalizzate a conservare lo stato esistente della copertura.
Sono invece straordinarie, e quindi a carico del proprietario, le riparazioni che riguardano il degrado strutturale dell'immobile, la vetustà dei materiali o eventi eccezionali. L'impermeabilizzazione integrale della copertura, la sostituzione di pannelli fessurati, il rifacimento del manto di tenuta, la riparazione di danni provocati da eventi atmosferici eccezionali rientrano tipicamente in questa categoria. Il criterio guida è che l'intervento straordinario ripristina o migliora una condizione che il conduttore non ha contribuito a deteriorare con il proprio uso.
La Corte di Cassazione ha ribadito in diverse sentenze che le infiltrazioni derivanti dalla vetustà della copertura costituiscono un difetto della cosa locata di cui risponde il proprietario, anche quando il conduttore non ha segnalato tempestivamente il problema. Tuttavia, la mancata segnalazione da parte del conduttore può avere rilevanza sotto il profilo del concorso di colpa nel danno, come vedremo più avanti.
La legge consente alle parti di derogare parzialmente alla ripartizione legale degli oneri manutentivi, purché le clausole contrattuali siano chiare e specifiche. Nei contratti di locazione industriale è molto frequente trovare clausole che trasferiscono al conduttore una quota più ampia di responsabilità manutentiva rispetto a quanto previsto dal Codice Civile.
Alcune clausole tipiche prevedono che il conduttore si faccia carico di tutta la manutenzione ordinaria e straordinaria della copertura, oppure di tutti gli interventi fino a una determinata soglia di spesa, oppure ancora della manutenzione dell'involucro edilizio con esclusione dei soli elementi strutturali.
È importante sapere che queste clausole, per essere valide, devono essere specifiche e non generiche. Una clausola che trasferisce al conduttore "ogni onere di manutenzione" senza ulteriori precisazioni è stata ritenuta dalla giurisprudenza come non sufficiente a derogare alla ripartizione legale, perché troppo generica per far comprendere al conduttore la reale portata dell'impegno assunto. Al contrario, una clausola che elenca puntualmente le tipologie di intervento a carico del conduttore, inclusa espressamente la manutenzione della copertura, ha maggiori probabilità di essere ritenuta valida in caso di contenzioso.
Per i property manager e i proprietari di immobili industriali, la lezione è chiara: il contratto è il primo strumento di prevenzione dei conflitti. Investire tempo nella redazione di clausole precise sulla ripartizione degli oneri manutentivi, possibilmente con il supporto di un legale specializzato, può evitare anni di contenziosi.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda gli obblighi di comunicazione tra le parti. L'articolo 1577 del Codice Civile impone al conduttore di dare pronta notizia al proprietario della necessità di riparazioni che sono a carico di quest'ultimo. Se il conduttore omette o ritarda la segnalazione e il danno si aggrava per questa ragione, il proprietario può legittimamente sostenere che parte del danno è imputabile alla negligenza del conduttore.
Dal lato opposto, quando il conduttore segnala il problema e il proprietario non interviene in tempi ragionevoli, il conduttore ha diverse opzioni. Può chiedere la riduzione del canone per il periodo in cui il godimento dell'immobile è stato compromesso. Può eseguire direttamente le riparazioni urgenti e chiederne il rimborso al proprietario, purché ne dia contestuale avviso. In caso di inadempimento grave e prolungato, può addirittura chiedere la risoluzione del contratto per inadempimento del locatore.
La documentazione è fondamentale in tutte queste situazioni. Ogni segnalazione dovrebbe essere fatta per iscritto, preferibilmente tramite posta elettronica certificata, allegando documentazione fotografica che attesti lo stato dei luoghi e l'entità del problema. Questo materiale sarà essenziale in caso di contenzioso per dimostrare la tempestività della comunicazione e la gravità della situazione.
Quando le infiltrazioni provocano danni a macchinari, merci o impianti del conduttore, si apre un ulteriore fronte: il risarcimento. Se l'infiltrazione è riconducibile a un difetto strutturale dell'immobile o alla mancata manutenzione straordinaria da parte del proprietario, quest'ultimo è tenuto a risarcire i danni subiti dal conduttore, a condizione che il conduttore abbia adempiuto ai propri obblighi di segnalazione e di piccola manutenzione.
Il conduttore, dal canto suo, ha un dovere di mitigazione del danno. Se l'acqua entra dal tetto e il conduttore lascia merce di valore sotto il punto di infiltrazione senza spostarla o proteggerla, il giudice potrà ridurre il risarcimento in misura proporzionale alla negligenza dimostrata.
Le polizze assicurative giocano un ruolo importante in questo scenario. La polizza del proprietario sull'immobile copre tipicamente i danni alla struttura, mentre la polizza del conduttore dovrebbe coprire i danni al contenuto e l'eventuale interruzione dell'attività. Verificare la congruità delle coperture assicurative prima che il problema si presenti è un'accortezza che può fare la differenza tra una gestione ordinata della crisi e un conflitto distruttivo.
Al di là degli aspetti giuridici, l'esperienza insegna che il modo più efficace per gestire il problema delle infiltrazioni in un capannone in affitto è la collaborazione tra proprietario e conduttore, possibilmente con il supporto di un tecnico terzo che possa valutare oggettivamente lo stato della copertura e proporre l'intervento più adeguato.
Un sopralluogo congiunto, una relazione tecnica condivisa e un piano di intervento con costi e tempi definiti consentono di ripartire gli oneri in modo ragionevole e di procedere alla soluzione senza attendere le tempistiche di un procedimento giudiziario, che nel frattempo lascia il capannone esposto alle intemperie e il rapporto contrattuale deteriorato.
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La questione di chi debba pagare le infiltrazioni in un capannone affittato ha una risposta che dipende dalla natura del problema, dal contenuto del contratto e dal comportamento di entrambe le parti. La legge offre un quadro di riferimento chiaro, ma il modo migliore per tutelare i propri interessi è prevenire il conflitto attraverso contratti ben redatti, manutenzione costante e interventi tempestivi. Quando il problema è già in atto, la priorità dovrebbe essere risolverlo nel modo più rapido ed efficace possibile, rimandando a un secondo momento la discussione sulla ripartizione dei costi. L'acqua che entra non aspetta le sentenze dei tribunali, e ogni giorno di ritardo è un giorno di danni in più per tutti. Contatta Dama Coating per un sopralluogo e una valutazione tecnica che possano aiutare proprietario e conduttore a trovare insieme la strada più rapida verso la soluzione.
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