Nel settore automotive, i reparti di cataforesi rappresentano ambienti industriali tra i più aggressivi dal punto di vista chimico. Le vasche metalliche utilizzate per l'immersione e il trattamento dei componenti sono costantemente a contatto con soluzioni acide ad alta concentrazione, temperature elevate e cicli continui di immersione e svuotamento che sollecitano meccanicamente e chimicamente ogni superficie. Il cedimento del rivestimento interno di una vasca non è un semplice problema di manutenzione: è un evento che può fermare un'intera linea di produzione automotive, con costi misurabili in decine di migliaia di euro per ogni ora di fermo.
Presso lo stabilimento Tiberina SpA a Mantova, fornitore del gruppo IVECO, Da.MA Coating ha realizzato un intervento specializzato di riparazione e impermeabilizzazione anti-acidi delle vasche metalliche del reparto di cataforesi, utilizzando tecnologie spray in poliurea con formulazione specificamente resistente all'acidità dei liquidi di trattamento metallurgico.
La cataforesi è un processo elettrochimico di verniciatura per immersione utilizzato nel settore automotive per applicare il primo strato protettivo anticorrosivo sulle scocche e sui componenti metallici. Si tratta di una fase produttiva fondamentale nella filiera automobilistica: ogni scocca, ogni telaio, ogni componente strutturale deve attraversare il bagno cataforesico per ricevere la protezione anticorrosiva di base sulla quale verranno poi applicati gli strati di finitura.
Le vasche di trattamento contengono soluzioni acide e bagni chimici a temperatura controllata in cui i pezzi vengono immersi. Le pareti interne delle vasche sono quindi soggette ad aggressione chimica permanente, con rischio di corrosione, perforazioni e perdite di liquido di trattamento. La composizione chimica dei bagni cataforesici è attentamente calibrata per il processo elettrochimico, e qualsiasi contaminazione dovuta alla corrosione delle pareti della vasca altera i parametri del bagno, compromettendo la qualità del trattamento sui pezzi.
La fuoriuscita di liquidi acidi da una vasca compromessa rappresenta un problema ambientale, di sicurezza e produttivo: l'impianto deve essere fermato per la riparazione, con costi di fermo linea significativi nella catena produttiva automotive dove ogni componente della filiera è sincronizzato su tempi di produzione rigidi.
L'intervento è stato pianificato con il protocollo ZeroFermo™ in coordinamento con la produzione dello stabilimento. Nel settore automotive i fermi impianto si misurano in ore e ogni ora ha un costo quantificabile sulla linea produttiva. Un fornitore come Tiberina SpA opera con contratti di fornitura just-in-time verso IVECO: un ritardo nella produzione non resta confinato allo stabilimento di Mantova ma si propaga lungo tutta la catena di montaggio del costruttore.
La pianificazione ZeroFermo™ ha previsto l'esecuzione dei lavori nelle finestre di fermo programmato — manutenzioni periodiche, cambi turno prolungati, fermate pianificate — con preparazione anticipata di tutti i materiali e le attrezzature per ridurre al minimo il tempo di intervento. Ogni fase è stata cronometrata e provata prima dell'esecuzione effettiva, in modo da garantire che il reparto fosse restituito alla produzione nei tempi concordati.
L'intervento ha previsto la riparazione strutturale delle vasche metalliche nelle zone compromesse dalla corrosione, seguita dall'applicazione di un rivestimento completo in poliurea con formulazione anti-acido. Il ciclo applicativo è stato specificamente selezionato per resistere al contatto prolungato con le soluzioni acide utilizzate nel processo di cataforesi, con test preliminari di compatibilità chimica che hanno verificato la resistenza del rivestimento alle concentrazioni e alle temperature operative del bagno.
La poliurea a spruzzo ha consentito di creare un rivestimento continuo e privo di giunti sulle pareti interne delle vasche, eliminando i punti deboli dove la corrosione acida tenderebbe a concentrarsi. Nei rivestimenti con giunti — piastrelle in gres chimico, teli in materiale plastico saldato — le giunzioni sono il primo punto di cedimento, perché le soluzioni acide penetrano per capillarità nelle microfessure e aggrediscono il substrato metallico in profondità. La membrana monolitica in poliurea elimina completamente questo rischio.
L'adesione diretta al substrato metallico impedisce il sottoscorrimento dei liquidi aggressivi tra il rivestimento e la parete della vasca, un fenomeno che nei sistemi non aderenti provoca il distacco progressivo del rivestimento dalla periferia verso il centro, con perdita rapida della funzione protettiva.
Le vasche del reparto cataforesi sono state riportate alla piena operatività con un rivestimento protettivo che resiste all'aggressione chimica delle soluzioni di trattamento. L'intervento ha prolungato la vita utile delle vasche esistenti evitando la sostituzione, con un risparmio economico significativo e tempi di fermo ridotti al minimo grazie alla pianificazione ZeroFermo™. La scelta della poliurea come rivestimento anticorrosione per ambienti chimicamente aggressivi si conferma una soluzione tecnica affidabile per il settore industriale, dove la membrana continua e la resistenza chimica del materiale offrono prestazioni superiori ai sistemi tradizionali.
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