Impermeabilizzazioni con poliurea a spruzzo e coimbentazione con poliuretano espanso
Opere eseguite

Serbatoio riserva idrica acqua potabile, AUSL Emilia Romagna - Consolidamento e impermeabilizzazione per acqua potabile presso Ospedale di Santarcangelo di Romagna

Un serbatoio di riserva idrica all'interno di una struttura ospedaliera non è un semplice contenitore: è un'infrastruttura critica dalla quale dipende la continuità di servizi essenziali come la sterilizzazione degli strumenti chirurgici, il funzionamento degli impianti di climatizzazione e l'approvvigionamento idrico per degenti e personale. Presso l'Ospedale di Santarcangelo di Romagna, il serbatoio interrato destinato allo stoccaggio di acqua potabile presentava segni di deterioramento delle pareti interne, con rischio di contaminazione della risorsa idrica e di cedimento strutturale del manufatto in calcestruzzo. Le infiltrazioni dall'esterno e la progressiva carbonatazione del cemento rendevano l'intervento non più rinviabile.

Da.MA Coating è stata selezionata per un intervento di consolidamento e impermeabilizzazione delle pareti interne del serbatoio, con il vincolo fondamentale di utilizzare esclusivamente materiali omologati per il contatto con acqua destinata al consumo umano, in conformità alle normative sanitarie vigenti.

La complessità dell'intervento in ambiente confinato

Operare all'interno di un serbatoio interrato comporta sfide tecniche e logistiche significative che vanno ben oltre la semplice applicazione di un rivestimento protettivo. Gli spazi sono confinati, con accessi limitati che condizionano sia l'ingresso degli operatori sia il trasporto delle attrezzature. La ventilazione deve essere gestita con attenzione per garantire la sicurezza del personale e l'evacuazione dei vapori residui. I materiali utilizzati devono essere certificati per il contatto alimentare, escludendo gran parte delle soluzioni impermeabilizzanti convenzionali che rilasciano sostanze incompatibili con l'acqua potabile.

Il calcestruzzo delle pareti presentava fenomeni di carbonatazione avanzata, microfessurazioni diffuse e zone di distacco superficiale dove l'inerte risultava esposto. La carbonatazione — processo chimico per cui l'anidride carbonica penetra nel calcestruzzo abbassandone il pH — aveva ridotto la protezione passiva delle armature in acciaio, innescando fenomeni corrosivi che nel tempo avrebbero compromesso l'integrità strutturale del manufatto. L'obiettivo era duplice: ripristinare l'integrità strutturale delle pareti e creare una barriera impermeabile continua che impedisse sia le infiltrazioni dall'esterno sia la fuoriuscita di acqua dal serbatoio.

Il Metodo ZeroFermo™ in contesto ospedaliero

L'intervento è stato organizzato secondo il protocollo operativo ZeroFermo™ di Da.MA Coating, un approccio particolarmente cruciale in un contesto ospedaliero dove l'interruzione del servizio idrico deve essere ridotta al minimo assoluto. Ogni ora di fermo dell'erogazione idrica in un ospedale comporta ricadute sulla funzionalità dei reparti, sulla sicurezza igienico-sanitaria e potenzialmente sulla salute dei pazienti ricoverati.

La pianificazione ZeroFermo™ ha previsto il coordinamento con la direzione tecnica dell'ospedale per individuare la finestra operativa ottimale, la predisposizione di un sistema di approvvigionamento idrico alternativo durante i lavori tramite autobotti e collegamenti temporanei alla rete, e la suddivisione dell'intervento in fasi sequenziali per garantire il ripristino nel minor tempo possibile. Ogni fase è stata cronoprogrammata con margini di sicurezza per gestire eventuali imprevisti senza estendere il periodo di fuori servizio.

La preparazione e l'applicazione del rivestimento protettivo

Le pareti interne sono state preparate mediante idrosabbiatura, una tecnica che utilizza acqua ad alta pressione combinata con abrasivo per rimuovere le parti incoerenti, aprire i pori del calcestruzzo e creare un profilo di ancoraggio ottimale per il rivestimento successivo. Questa fase di preparazione è essenziale: la poliurea a spruzzo sviluppa la sua massima capacità di adesione solo su supporti adeguatamente preparati, privi di parti friabili, polveri e contaminanti.

Successivamente è stato applicato un primer specifico per supporti minerali umidi — una condizione inevitabile in un serbatoio dove l'umidità residua nel calcestruzzo non può essere completamente eliminata — seguito dalla spruzzatura della membrana in poliurea pura con formulazione certificata per il contatto con acqua potabile. La poliurea, polimerizzando in pochi secondi, ha generato una membrana monolitica priva di giunti, perfettamente aderente alle pareti e al fondo del serbatoio, capace di resistere alla permanenza costante in acqua senza rilasciare sostanze nocive.

Risultati e conformità normativa

Il serbatoio è stato restituito alla piena operatività con pareti consolidate e rivestite da una membrana impermeabile continua, atossica e resistente alla permanenza in acqua. Il rivestimento in poliurea, privo di giunti e perfettamente aderente al supporto, elimina il rischio di infiltrazioni e di contaminazione batterica nelle zone di discontinuità che caratterizzano i sistemi tradizionali a teli o pannelli, dove batteri e biofilm possono annidarsi nelle sovrapposizioni e nei punti di giunzione.

La natura elastomerica della membrana monolitica le consente di assorbire le microvibrazioni e i movimenti strutturali del serbatoio senza fessurarsi, garantendo nel tempo una tenuta che i rivestimenti rigidi non possono offrire. L'intervento dimostra la versatilità della tecnologia poliurea anche in applicazioni dove la sicurezza alimentare e la conformità normativa sono requisiti imprescindibili, un ambito in cui Da.MA Coating ha sviluppato competenze specifiche attraverso collaborazioni con enti del Servizio Sanitario Nazionale.

Altri casi di successo

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Domande frequenti su poliurea e poliuretano

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